Una strada, una foresta. Non so riconoscere buona parte delle specie, ma so che queste sono conifere. Altissimi alberi, pochissimi rami, solo cime sontuose. Forse sono semplicemente troppi per avere più di una folta criniera. Il sole scarseggia in quel morbido sottobosco di aghi, muschio e funghi. Non riesco a vederne la fine in molti punti. Quelle centinaia di tronchi mi danno la sensazione d’infinito e di primordiale. Il terreno è collinoso, grandi onde verdi che ti impediscono di vedere oltre, finché, improvvisamente, non hai di fronte uno scivolo enorme che apre una nuova prospettiva, su altre magnifiche onde. La strada taglia tutto, come se la terra si fosse aperta per lasciarci passare, ma solo per un attimo della sua dimensione temporale. Il tempo della foresta è visibilmente circolare e la percezione della sua estensione è quasi più mentale che fisica quando la guardi. Anche dove sembra interrompersi, sei seguito dal suo odore, reso più forse dall’improvviso calore del sole. L’odore di resina è quasi invadente, dolce e penetrante. Poi fiori . Così scopri che ci sono degli intrusi nella comitiva. Isole di tigli e altri odorosi compagni. La foresta regna e mi sorprende.
sabato 19 giugno 2010
Foresta
Una strada, una foresta. Non so riconoscere buona parte delle specie, ma so che queste sono conifere. Altissimi alberi, pochissimi rami, solo cime sontuose. Forse sono semplicemente troppi per avere più di una folta criniera. Il sole scarseggia in quel morbido sottobosco di aghi, muschio e funghi. Non riesco a vederne la fine in molti punti. Quelle centinaia di tronchi mi danno la sensazione d’infinito e di primordiale. Il terreno è collinoso, grandi onde verdi che ti impediscono di vedere oltre, finché, improvvisamente, non hai di fronte uno scivolo enorme che apre una nuova prospettiva, su altre magnifiche onde. La strada taglia tutto, come se la terra si fosse aperta per lasciarci passare, ma solo per un attimo della sua dimensione temporale. Il tempo della foresta è visibilmente circolare e la percezione della sua estensione è quasi più mentale che fisica quando la guardi. Anche dove sembra interrompersi, sei seguito dal suo odore, reso più forse dall’improvviso calore del sole. L’odore di resina è quasi invadente, dolce e penetrante. Poi fiori . Così scopri che ci sono degli intrusi nella comitiva. Isole di tigli e altri odorosi compagni. La foresta regna e mi sorprende.
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