venerdì 6 agosto 2010

Il cortile


La canzone diceva vedo il mondo da un oblò. 
Io sto guardando il mondo da una finestra, e vedo un cortile. Muri bianchi mi circondano, dentro e fuori. Parlo con me stessa in una lingua strana, che ha perso sfumature e profondità. Sembra che il mio pensiero stia scivolando su questi muri bianchi, in un grande circolo che dà la sensazione di essere aperto, ma quando penso di uscire dal candore trovo un altro muro assolato di colore bianco. Misuro lo spazio con i miei passi. Scalza. Posso sentire il pavimento rispondere al mio peso, e posso sentire le persone che vivono intorno a me, che non vedo. Ma è il silenzio il compagno più frequente e ricercato. Scivolo nel candore e nel silenzio, con la superficie di pensiero che scorre tentando di evitare le profondità nere ed oleose che sono così facili da raggiungere.

C’è un grande ragno che mi fa compagnia insieme alle mie sigarette. Ho visto la grande tela, resistente anche alla più forte pioggia e appiccicosa come il miele. Come il miele attira innocenti e posso vedere le vittime del costruttore. Non credo che il mio silente compagno si sia accorto di me. Lo posso vedere solo quando è buio, tento di disturbarlo con il mio fumo, ma senza successo. 

Nessun commento:

Posta un commento