mercoledì 21 aprile 2010

Cotone

Odori. L’odore di legno mi è sempre piaciuto. Qualunque tipo di odore di legno. Legno appena tagliato, un po’ pungente, che ti fa pensare a qualcosa di vivo, come ad un albero o come alla scheggia che si conficca sotto la pelle. Odore di mobili nuovi, misto a sostanze chimiche sicuramente terribili, ma che mi porta immediatamente a quando sognavo di comperare quel cassettone improbabile. Cera d’api, la domenica mattina la zia rinnovava il lucido della dispensa nella stanza buona, legno, cera d’api e odore di stanza chiusa. Poi, l’odore del mio piccolo insignificante portachiavi dell’adolescenza, odore di legno sporco, che mi dava un effetto quasi inebriante, perché indissolubilmente collegato a serate indimenticabili, piene di proibito. Ora sento un odore, che riconosco essere legno, ma è misto cuscino vecchio di quella camera, stoffa scadente dei vestiti di carnevale fatti in serie.

Questo è come un odore nuovo. Ma c’è anche qualcosa che conosco. Qualcosa dell’estate, qualcosa che è forte ma non pungente, quasi avvolgente. E’ un sapor più che un odore. Animale e chimico, impregna e cerca di coprire il resto appiccicandosi. La concia.

Il buio non mi infastidisce se è totale. Mi ricorda un ricordo, che ho immaginato, che ho come provato. Ora sono in quel buio, come se respirassi sott’acqua. L’acqua buia e densa, la stessa che immagino essere stata l’origine della vita, nella pancia della terra o della mamma. Credo che la si possa trovare negli abissi ora, ghiacciata e liquida. Ma questa è tiepida, abbastanza da non provocare nessun brivido, più un torpore. Un’acqua odorosa, che non bagna ma tocca, scivola addosso.

Il buio, l’acqua, il legno, la pelle. Ho sensazioni dolciastre.

Poi tocco che tutto intorno a me è tessuto, il tessuto di plastica, tessuto di ordinario petrolio, mediocrità in fili. Fa rumore. Questo non è quello che mi aspettavo. Tutto ora prende un colore grigio, lucido e rumoroso nella mia testa.

La sensazione dolciastra diventa cotone in gola.
Sento che il viaggio è finito.
Ma capisco che la bara è chiusa.

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